SALERNO – 4 giugno 2025. Un evento unico, sospeso tra memoria, arte e impegno civile, ha avuto luogo oggi al Circolo Canottieri Irno di Salerno: la tappa salernitana della mostra immersiva “Impressioni – Racconti fotografici”, promossa dall’Associazione Lello Montone nell’ambito dell’iniziativa nazionale “Per un mare di legalità”.
Protagonista simbolica dell’incontro è stata la motovela MareNostrum Dike, un’imbarcazione sottratta agli scafisti e oggi diventata emblema di riscatto e rinascita. Utilizzata in passato per trasporti illegali dalla Turchia alla Sicilia, la barca – omologata per 12 persone ma sovraccaricata con oltre cento migranti – è stata sequestrata dalla magistratura e oggi naviga con una nuova missione: diffondere cultura e sensibilizzazione.
Dopo aver toccato Palermo, Messina e Vibo Valentia, la MareNostrum Dike è approdata a Salerno, dove 150 studenti delle scuole locali hanno potuto visitarla e partecipare alla mostra allestita all’interno del circolo nautico. Le immagini esposte, scattate dal compianto professor Lello Montone con tecniche analogiche subacquee, immergono il visitatore in un mondo poetico e sommerso, evocando riflessioni profonde sulla memoria e sulla trasformazione.
A rendere l’esperienza ancora più coinvolgente è il contributo sonoro di Maria Chiara Delli Santi, in arte Plenilunio, con il suo progetto musicale “Underwater”: paesaggi sonori onirici e sospesi, composti da voci, suoni sintetici e naturali, che accompagnano l’osservatore in un viaggio meditativo, quasi fiabesco.
«Ogni scatto racconta una storia, un’emozione. La fotografia diventa mezzo di narrazione, di riflessione e di coinvolgimento per le nuove generazioni», afferma Enza Montone, presidente dell’associazione e curatrice della mostra.
Durante la mattinata, dalle 10 alle 12:30, si è tenuto anche il convegno “La Motovela Dike: un simbolo di legalità e riscatto sociale”, con la partecipazione di autorità civili e forze dell’ordine impegnate quotidianamente nella lotta per la legalità.
Con questa iniziativa, Salerno diventa per un giorno porto simbolico di un messaggio forte e chiaro: l’arte può essere strumento di educazione e impegno civile, e il mare – da teatro di tragedie – può tornare a essere spazio di sogno, bellezza e giustizia.
