
C’è uno sguardo che cattura. Uno di quelli che ti ferma, che ti fa entrare in silenzio in un’immagine. Ed è proprio questo che accade osservando il ritratto in bianco e nero qui sopra: un incontro tra luce, espressione e bellezza spontanea.
Lo scatto nasce da un momento semplice, senza progetti o set elaborati, ma con la voglia di fermare qualcosa di puro. La protagonista è una ragazza dal viso perfetto e due occhi incantevoli, truccata da sola, con una naturalezza che emerge in ogni dettaglio. La location? Un tranquillo giardino privato, con grandi alberi a incorniciare la scena.
La tecnica dietro la semplicità
A realizzare la fotografia è stato un appassionato fotoamatore, amante dei ritratti stretti, che predilige lo scatto spontaneo alla posa costruita. Per lui, la fotografia è un mezzo per circondarsi di bellezza e conoscere le persone nella loro verità, non uno strumento per lanciare messaggi.
La macchina utilizzata è una Canon 70D, abbinata alla lente Sigma 17-50mm f/2.8 EX DC OS HSM. La luce è naturale, ma arricchita da un gioco di luci e ombre creato con un flash Yongnuo YN685 montato su softbox rettangolare 70x50cm della Neewer, posizionato alla sinistra della modella, leggermente in alto e inclinato di circa 45 gradi rispetto al viso.
I dati di scatto, indicativi per la situazione, sono:
ISO 100
f/2.8
1/160 sec
38mm
La fotografia è stata realizzata in RAW, per poi essere sviluppata con un’attenta post-produzione: conversione in bianco e nero, piccole correzioni e un leggerissimo intervento sugli occhi, per esaltarne luminosità e colore. Nulla di invasivo, anche perché la modella non presentava imperfezioni da correggere.
Un approccio umano prima che tecnico
Il fotografo racconta che, al di là della tecnica, ciò che lo guida è il rapporto che si crea con il soggetto. Evita le pose rigide e cerca piuttosto di cogliere l’essenza di chi ha davanti: il modo di guardare, di sorridere, di muovere lo sguardo. Questo approccio spontaneo permette di ottenere ritratti non standardizzati, unici, veri.
Lo scatto proposto è tra i suoi preferiti. Non per la difficoltà tecnica, ma per quello che comunica: una bellezza giovane, fresca, innocente, colta in un attimo di verità.
Uno sguardo sul futuro
Sebbene il ritratto sia il suo genere prediletto, non esclude di aprirsi a nuove sperimentazioni. Ogni persona porta con sé una possibilità diversa, un’emozione da esplorare e magari una direzione inaspettata.
